La Scultura in rosso

Incontro internazionale di scultura in marmo rosso di Verzegnis

La prima cavalletta - foto simbolo de "La Scultura in rosso"

 

La scultura in rosso, incontro internazionale di scultura in marmo rosso di Verzegnis, è

un'iniziativa promossa nel 2000 dall'Amministrazione comunale contemporaneamente alla

ripresa dell'attività estrattiva, dopo un ventennio di sospensione, nella cava di Lavoreit Ros, ora

detta del Monte Lovinzola.

L'evento è stato concepito per rilanciare e valorizzare la risorsa locale come concreta

opportunità di sviluppo economico e occupazionale del nostro territorio, ma anche come

vettore di promozione e richiamo turistico.

 

La risorsa marmo rosso è stata di fondamentale importanza per il Comune soprattutto dagli

anni Venti del Novecento, quando ha preso avvio in modo strutturato la coltivazione della cava.

 

 

Veduta della cava "Lavoreit Ros"

 

L'appuntamento "La scultura in rosso", programmato con cadenza biennale nel periodo estivo

(luglio-agosto), ha notevole rilevanza artistica e culturale. Vi partecipano affermati artisti di

provenienza italiana e internazionale    che per una settimana lavorano in un'area all'aperto

attrezzata per l'evento.

Tutte le edizioni si sono svolte nel  parco sculture di Sella Chianzutan, presso l'albergo e la

stazione di arrivo della storica teleferica fuorché l'edizione 2010, che si è tenuta al lago di

Verzegnis.

Al parco sculture si può accedere liberamente, pertanto i visitatori possono seguire giorno

dopo giorno l'evoluzione dell'opera che ogni artista plasma con il suo personale linguaggio,

ispirato - chissà - anche dalla ricchezza del paesaggio e dal fascino delle tradizioni e leggende

locali.


L'ultimo appuntamento de "La scultura in rosso" si è tenuto nell'estate 2016.

Grazie alla manifestazione si sono concretizzati momenti di incontro con altre realtà regionali.

È del 2006 il progetto "Gli itinerari della scultura: Mare - Pianura - Montagna", che vede coinvolti e accomunati da analoghe iniziative Reana del Rojale, Lignano Sabbiadoro e, appunto, Verzegnis.
È del 2008 (quinta edizione) la sperimentazione del “gemellaggio” con l'Amministrazione comunale di Cercivento: Le fate del Tenchia nella scultura in rosso, riproposto poi nel 2010,  è stato l'incontro di due “tradizioni”, la prima immaginaria e la seconda tangibile, ha dato lo spunto per realizzare opere scultoree ispirate sia alle fate di Cercivento sia a tematiche più strettamente collegate alla realtà di Verzegnis.

L'obiettivo dell'Amministrazione comunale è di creare a Verzegnis l'Itinerario della scultura in rosso, che valorizzi la produzione artistica realizzata durante l'evento. L'esposizione ad oggi visitabile nei centri abitati e in altri punti salienti del territorio comunale sarà implementata con le opere ancora da collocare e diventerà un percorso guidato e documentato, occasione per una piacevole visita al comune carnico.

"La scultura in rosso" è organizzata dal Comune di Verzegnis con la collaborazione del Circolo Culturale “Pio Frezza” di Verzegnis e delle altre Associazioni locali, della SAIM Industria Marmi di Tolmezzo, ditta concessionaria della cava, della Co.Ge.P. Costruzioni Generali di Tolmezzo e con l'apporto particolare dei ristoratori di Verzegnis per le serate “A tavola con gli artisti”.
Nel corso degli anni, l'iniziativa è stata sostenuta dalla Camera di Commercio, Industria, Artigianato ed Agricoltura, dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, dalla Provincia di Udine, dalla Comunità Montana della Carnia, dalla Cassa di Risparmio di Udine e Pordenone, dall'Agenzia Turismo FVG, dalla “Porta della Carnia” s. c. a r. l.  e, nel 2008, dal Comune di Cercivento.

Le foto dell'evento pubblicate in queste pagine sono state realizzate da Alberto Cella di Verzegnis.

Il commento artistico alle opere della quinta e sesta edizione è stato gentilmente redatto dal maestro Domenico Adami, quello della settima edizione dal dott. Leopoldo Pitali.

Cenni storici

Il trasporto del marmo in una foto d'epoca

Il marmo rosso di Verzegnis è estratto da cava a cielo aperto con fronte alto mediamente 15

metri e sviluppo trasversale di circa 250 metri. L’area, denominata Lavoreit Ros, è compresa nel

gruppo del Monte Verzegnis e si estende sul versante nord-est del Monte Lovinzola, a quota

media di 1600 m.s.m.m. Il sito è di proprietà del Comune di Verzegnis.


Dal punto di vista geologico si tratta di un calcare compatto del Giura Superiore di tonalità rosso-marrone con un’ampia gamma di varietà quali il Porfirico Fiorito, il Bruno, il Bruno Vermiglio, il Noce, il Noce Radica, il Damasco, arricchiti dalla presenza di reperti fossili.

Una società di imprenditori locali dette il via alla coltivazione della cava nel 1922. Ad essa subentrò, nel 1923, la S.A.I.M. (Società Anonima Industria Marmi) con sede a Tolmezzo, che proseguì l’attività con regolarità e profitto sino all’epoca del terremoto del Friuli (1976) impegnando anche 120 dipendenti; successivamente la S.A.I.M. continuò l'attività con vicende alterne di produzione, finché nel 1981 dovette fermare gli impianti per vetustà tecnologica ed infrastrutturale, nonché necessità di rinnovo delle autorizzazioni.

Inizialmente il trasporto dei blocchi dal sito di escavazione alla viabilità camionabile di fondovalle (Sella Chianzutan, 950 m. s.l.m.m.) veniva effettuato ad alta quota con carri, attraversando la galleria di Colle dei Larici, e poi per scorrimento, in accentuata pendenza, lungo lo scivolo in terra battuta, la lissa o via di lizza, realizzato nel canalone detto Agâr di Misura. Nel 1927 entrarono in funzione la decauville, il sistema di trasporto con carrelli su rotaia nel tratto ad alta quota, e la teleferica che arrivava fino a Sella Chianzutan, con sviluppo di circa 1600 metri, impostata su tralicci (cavallette) in membrature di legno di larice, con due carrelli di trasporto della portata di 60 e 24 quintali.

Immediatamente dopo il fermo dell’attività (1981), il Comune di Verzegnis si attivò con la Comunità Montana della Carnia per realizzare un’adeguata viabilità di accesso alla cava; l’infrastruttura fu completata nel 1989 con tracciato sul versante nord-est del Colle dei Larici.
La teleferica, non più atta alla sua funzione, con l'apertura della strada venne definitivamente dismessa.
Nell’agosto 1999 la società S.A.I.M., rinnovata nella sua composizione societaria e direttiva, ottenne l'autorizzazione, con decreto regionale, alla coltivazione della cava di marmo denominata Monte Lovinzola.

Nell'agosto 2000 i primi blocchi di marmo vennero trasportati a valle lungo il tracciato della nuova viabilità per essere collocati nel piazzale storico di arrivo della teleferica, dove gli artisti del 1° appuntamento de La scultura in rosso, hanno dato linee e forme alla materia inerte.